La famiglia rappresenta la prima cellula della nostra struttura sociale; l'entità immediatamente superiore è il comune. Dall'infanzia, alla gioventù, su fino all'età adulta, ci muoviamo in questi due ambiti, percepiti quali luoghi di protezione: qui ci sentiamo sicuri e qui attingiamo vitalità. Purtroppo però la NPC sostituirà queste esperienze positive con situazioni di insicurezza.
Il lavoratori e le lavoratrici sono sempre più spesso chiamati a dar prova di flessibilità e ad accettare il cambiamento. Contemporaneamente cresce l'esigenza di coniugare armonicamente vita familiare ed attività lavorativa – e questo non solo nel mondo femminile.
Anche nei Grigioni la famiglia è considerata una questione privata, sostenuta eventualemente tramite gli assegni familiari, le deduzioni fiscali, le borse di studio, l'assicurazione maternità o le prestazioni sociali che assicurano il minimo esistenziale. Uomo e donna ne dipendono in egual modo.
Gli interventi di sostegno all'esigenza di armonizzare famiglia e lavoro, se non a carattere strettamente finanziario, vengono garantiti dagli appositi uffici di consulenza, gestiti da organizzazioni private oppure – secondo il principio di sussidiarietà – affidati alle competenze comunali. Ed è proprio nel luogo di dimora e di lavoro che vanno garantite le condizioni quadro per un'efficace educazione dei figli, in armonia con il dualismo lavoro/famiglia. La NPC attribuisce agli enti locali dei compiti, ma non assicura le condizioni quadro per nuclei basati sul partenariato dei coniugi.
Con l'approvazione della NPC i comuni deboli, non riusciranno a sfruttare lo spazio di manovra loro attribuito e non potranno perciò garantire né il tempo, né i mezzi finanziari per armonizzare lavoro e famiglia: la disparità di mezzi fra coppie con o senza figli aumenterà di pari passo con l'allargamento della forbice fra ricchi e poveri.
Creazione e mantenimento in loco di un clima favorevole alla famiglia, alla formazione scolastica di base, ad un'offerta di strutture per l'infanzia al passo coi tempi: siamo molto scettici sul fatto che ciò possa realizzarsi dopo l'approvazione della NPC!
Le statistiche dimostrano che, sempre più spesso, il reddito conseguito risulta insufficiente per una famiglia media; l'evoluzione demografica lascia prevedere una diminuzione delle offerte occupazionali a partire dal 2012. A quel momento anche i Grigioni non potranno più permettersi di rinunciare ad una solida formazione professionale femminile – in contemporanea acquisiranno importanza misure quali l'orario ridotto per il padre: non è ammissibile che la gestione familiare entri in conflitto con la ricerca del posto di lavoro. La scuola popolare ben organizzata, la consulenza sociale e le strutture che accompagnino la famiglia nella cura dei figli ne sono la condizione. Non si può ammettere che tali condizioni di partenza possano differire da comune a comune, da regione a regione a seconda della relative sensibilità e disponibilità! Tutto questo indebolirebbe la coesione sociale e la qualità di vita nel cantone, relegando le famiglie al rango di perdenti.
Il comitato “NO alla NPC grigionese” reputa errato questo approccio e raccomanda perciò all'elettorato di deporre nell'urna il prossimo 7 marzo un convinto NO!
Abbiamo la possibilità di migliorare il progetto: cogliamo al volo l'occasione!